CHE COS’È IL PROCESSO COLLABORATIVO?

E’ nato in Usa ed applicato inizialmente nelle vertenze familiari, in seguito esteso a tutte le controversie che involgono le relazioni, i rapporti fra le persone, allo scopo di superare il momento di crisi verso una pacificazione, un nuovo equilibrio.

Nel processo collaborativo o negoziazione assistita ciascuno nomina il proprio avvocato, il quale dovrà essere formato alla pratica collaborativa o quantomeno disponibile alla sua applicazione mediante procedure di negoziazione. I due partner, con i rispettivi avvocati, s’incontreranno per risolvere le cose vis à vis. Ciascuno avrà il proprio avvocato a fianco, ma saranno le parti le protagoniste, i veri artefici del proprio futuro.

In questo modo tutti possono disporre del sostegno e della consulenza professionale legale man mano che si procede.

Sarà possibile lavorare anche con uno psicologo dell’età evolutiva o con un altro terzo neutrale che si rendesse necessario per risolvere la questione, sia che essa riguardi i figli, la genitorialità, la comunicazione o il sostegno emotivo, ovvero un Commercialista indipendente e neutrale che può aiutare a chiarire gli aspetti finanziari e pianificare meglio per il futuro. Tutti questi professionisti possono formare il Team Collaborativo.

Insieme al tuo /alla tua ex e al vostro Team firmerete un accordo che vi impegna a cercare di risolvere i problemi senza andare in Tribunale e impedisce di utilizzare in Tribunale (ma anche altrove) tutto quanto è stato scritto o anche soltanto detto e conosciuto durante gli incontri, nel caso in cui la negoziazione fallisca (trasparenza e riservatezza).

Ciò significa che ognuno dei partecipanti ha l’interesse a concludere positivamente la negoziazione collaborativa.

COME FUNZIONA?

Che cosa succede dopo l’incontro con i vostri rispettivi avvocati, nel quale avete discusso diverse opzioni e i processi disponibili (giudiziale, consensuale, collaborativo)?

  • Sia tu che il tuo/tua partner vi incontrerete ora separatamente con il vostro avvocato per parlare di cosa aspettarsi negli incontri di negoziazione. Ci saranno incontri separati con gli avvocati (detti incontri a due) e incontri con tutti i partecipanti (due avvocati e due partner: normalmente detti incontri a quattro) ci possono anche essere incontri separati con il commercialista o lo psicologo, mediatore etc. secondo la vostra necessità. Con il vostro avvocato preparerete approfonditamente il primo incontro a quattro, per evitare sorprese.
  • Il tuo avvocato, l’avvocato del tuo partner e il tuo partner parleranno vis à vis di persona o al telefono per programmare il primo incontro a quattro: non ti stupire di discussioni dirette tra di loro.
  • Se hai deciso di includere altri professionisti, commercialisti o del campo della psicologia, potrai anche incontrarti con questi. Il team ti aiuterà a pianificare il modo migliore di procedere.

 

IL PRIMO INCONTRO A QUATTRO

  • Al primo incontro a quattro gli avvocati si accerteranno che entrambi i partner comprendano quali sono i principi della L. 162/2014 detta anche negoziazione assistita e cioè che tu e il tuo partner dovrete firmare un accordo che esclude il rischio di finire in tribunale. Nel primo o in un successivo incontro a quattro sottoscriverete questo accordo preliminare dove saranno specificati i vostri diritti e doveri: in primo luogo la riservatezza dei colloqui e la lealtà nonché il segreto professionale degli avvocati, che non possono fare nessun uso, fuori degli incontri a quattro, delle circostanze apprese in tal sede sotto pena di grave violazione etica, sanzionabile.
  • Tu e il tuo partner a questo punto verrete invitati a esporre per quale obbiettivo avete scelto questo processo di negoziazione collaborativa, e verrà scritta una agenda dei prossimi incontri. Questi dipenderanno dai vostri impegni, ma anche dalle necessità dei bambini. Se vorrete, e se necessario, potranno essere presi accordi temporanei per il mantenimento che però perderanno efficacia con l’accordo finale, che li sostituirà.
  • Potrete anche decidere quali informazioni finanziarie scambiare (denunce dei redditi, certificati di proprietà) tenuto presente che in alcuni tribunali viene imposto lo scambio di tutte le informazioni finanziarie sin dalla prima udienza: sarebbe perciò allarmante se in un procedimento che è basato sulla lealtà reciproca qualcuno volesse fornire meno informazioni finanziarie che in tribunale.

INCONTRI SUCCESSIVI ALLA CONVENZIONE DI NEGOZIAZIONE COLLABORATIVA

  • Gli incontri successivi riguarderanno le particolari priorità tue e del partner: per esempio potrete lavorare insieme o separatamente agli altri membri del team per risolvere specifici aspetti economici finanziari, o problemi riguardanti la salute anche psicologica dei figli.
  • Gli incontri vi consentiranno di raggiungere accordi su come le risorse economiche verranno gestite, o su quali accordi sono necessari per la migliore cura dei figli.

INCONTRO E ACCORDO FINALE

  • Nell’accordo finale il documento finale che specifica il vostro accordo detto “Accordo di Negoziazione” sarà firmato da voi e dai vostri avvocati. Nessun passaggio giudiziario sarà necessario per i partner e tantomeno per i vostri bambini, l’accordo sarà portato in tribunale dai vostri avvocati e lì timbrato dal Pubblico Ministero. Fine.
  • Solo per le coppie non sposate, e fino alla auspicata modifica della legge, ci sarà ancora bisogno di una sola comparizione in Tribunale per confermare l’accordo.

  

QUANTO DURA LA NEGOZIAZIONE O LA PRATICA COLLABORATIVA?

Per la negoziazione assistita il periodo previsto dalla legge varia da un minimo di un mese a un massimo di quattro mesi, con un incontro ogni 15 giorni in media (da due a sei incontri).

La pratica collaborativa non ha una durata predeterminata, ma si adatta in funzione delle esigenze delle parti.

QUANTO COSTA UNA NEGOZIAZIONE?

Molto meno di un processo ordinario. La tabella con le tariffe si può trovare alla seguente pagina del sito del Consiglio Nazionale Forense https://goo.gl/Kjpn8r (tabella n. 25-bis pag. 11).

Nota:

Il Processo Collaborativo è chiamato anche “pratica collaborativa” o “diritto collaborativo”