Codice Etico dell’Associazione RISOLVERE.EU

  1. I professionisti appartenenti all’associazione RISOLVERE sono impegnati a favorire, nella più ampia misura, procedure di risoluzione collaborativa delle controversie, al di fuori delle sedi giudiziarie.
  2. I diversi professionisti associati sono tenuti al rispetto delle norme e dei codici deontologici dei rispettivi ordini di appartenenza.
  3. L’avvocato, il consulente tecnico, il mediatore, ogni altro professionista coinvolto in procedure afferenti le relazioni personali e familiari, sono impegnati a facilitare il dialogo e l’interazione tra le parti, offrono una leale e fattiva collaborazione al fine di pervenire alla individuazione di soluzioni più possibile condivise.
  4. Nei propri elaborati scritti e nella trattazione orale, l’avvocato e l’esperto di relazioni familiari si impegnano ad utilizzare contenuti e toni rispettosi nei confronti di tutte le parti a vario titolo coinvolte.
  5. Gli operatori associati che interagiscono nell’ambito delle relazioni personali e familiari, sono soggetti altamente qualificati, adeguatamente formati ed aggiornati sulla base degli standards fissati dall’organismo associativo, consapevoli dell’importanza del loro rispetto.
  6. L’avvocato associato ha un obbligo particolarmente stringente di corretta informazione del proprio assistito circa i benefici derivanti da un percorso alternativo al contenzioso giudiziario quale, a solo titolo di esempio: la gestione collaborativa della vertenza, l’utilizzo delle procedure di negoziazione assistita, la mediazione familiare, l’intervento integrato avvocato-consulente psicoforense, e a tal fine caldeggia presso il cliente la partecipazione ad incontri propedeutici al loro avvio ed alla loro condivisione.
  7. L’avvocato e l’esperto familiare sostengono il diritto dei figli alla bigenitorialità e sono eticamente e professionalmente impegnati alla migliore attuazione di tale diritto. Essi riconoscono altresì il principio di parità tra i coniugi e/o genitori e concorrono al superamento di ogni discriminazione.
  8. L’avvocato ed il consulente non devono avere rapporti diretti, ovvero procedere all’audizione del minore o riceverlo in studio, neppure in presenza di uno od entrambi i genitori, salvo che abbiano ricevuto espresso consenso informato da parte dei genitori, ovvero siano stati nominati curatore speciale o difensore del minore stesso.
  9. E’ principio deontologico imprescindibile dell’associazione il possesso, in capo ai professionisti soci, di comprovate competenze, adeguate alla particolarità e delicatezza della funzione, anche sociale, da svolgere e l’assolvimento di un continuo aggiornamento della formazione, attuato anche attraverso l’interazione e l’integrazione delle diverse discipline. L’associato conserva ed accresce il proprio patrimonio professionale impegnandosi nell’aggiornamento e approfondimento delle sue conoscenze nei settori in cui svolge la propria attività.
  1. Compito primario del difensore e dell’esperto è quello di responsabilizzare le parti, sollecitandole a rispettare il dovere di leale cooperazione e collaborazione nell’accertamento dei fatti rilevanti, al fine prioritario del raggiungimento di un accordo, in applicazione del principio di lealtà, nonché di responsabilità.
  2. I professionisti a vario titolo coinvolti nella gestione delle relazioni familiari sono impegnati a mantenere il più stretto riserbo su quanto emerso nel corso delle procedure di negoziazione, mediazione, gestione collaborativa, alla conclusione delle quali suggeriscono alla coppia la predisposizione dell’accordo da parte dei rispettivi difensori, ovvero da parte di un esperto in diritto collaborativo.
  3. L’indispensabile considerazione per il migliore interesse del minore, nonché per la tutela dei soggetti “fragili”, investe l’avvocato e l’operatore del diritto di famiglia di una speciale responsabilità sociale.
  4. L’operatore esperto di relazioni familiari ha cura di evitare ogni situazione di conflitto d’interessi. A mero titolo d’esempio sono incompatibili i ruoli di difensore del minore e di uno dei genitori, così come il ruolo dell’esperto o consulente con quello di psicoterapeuta.
  5. All’atto del conferimento dell’incarico l’avvocato ed il cliente sottoscriveranno un contratto relativo all’incarico professionale oggetto della negoziazione nel quale saranno indicati anche i compensi del professionista al quale è stato conferito l’incarico.
  6. L’associato è significativamente impegnato ad ottenere dal cliente l’adesione ad una completa rivelazione (cd. disclosure) degli elementi necessari alla migliore comprensione e trattazione del caso.
  7. Il professionista collaborativo, in caso di insuccesso delle procedure di negoziazione esperite attraverso il metodo della pratica collaborativa, si asterrà dal prestare assistenza in procedure contenziose fra le parti.
  8. Il professionista aderente all’associazione non accetta incarichi, né espleta attività che possano ostacolare il pieno e corretto svolgimento della propria funzione o che per la natura, la fonte e le modalità del conferimento, possano comunque condizionarne l’indipendenza.